22 marzo 2010

La nostra bolla prossemica

E' tutto così difficile. A volte vorresti che una semplice mano appoggiata alla sua spalla possa esserle d'aiuto in una situazione complicata. Ma non basta. A volte la vita ci rende così impotenti che ci si chiede se davvero esiste un nostro reale scopo in questa esistenza. Poi Asia sorride, e dopo innumerevoli pianti, tutto il resto ti sembra un dettaglio di poca importanza.
Ma è una menzogna.
Una storia che finisce segna inesorabilmente. Un legame che si slega rende inermi anche i caratteri più forti. Una famiglia che finisce è l'inizio di una nuova vita condita di paura, di sensazioni di fallimento, di insicurezze e di ricerca ... ma con gli occhi tappati. La nostra bolla prossemica ci suggerisce la giusta distanza da tenere dal resto del mondo. E' un estremo bisogno di tutti che ci allontana da quegli stessi tutti.
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11 marzo 2010

Proprietaria di casa .... e sorrisi. :-)

Stanca, stressata.
Le mie labbra pullulano di Herpes da due settimane. Non fa in tempo ad andare via una che ne sbucano due.
C'ho sempre sonno.
Sono settimane che non mi faccio una dormita di almeno 10 ore di fila.
Ikea, Castorama, Leroy Merlin e il Carosello sono rispettivamente la mia seconda, terza, quarta e quinta casa da due mesi a questa parte.
E ho cominiciato a controllare più spesso il mio estratto conto .......

.......... ma a me, questo sorriso dalla faccia, non me lo leva nessuno!!!!
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25 febbraio 2010

Tu.

Alla sinistra del mio petto ... sempre!
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22 febbraio 2010

Per tutte le volte che ...

Quando rido, quando piango, quando raggiungo un obettivo, quando perdo.
Se mi offendono, se mi trattano male, se trovo un amico o se lo perdo.
Mentre piango di gioia, mentre mi sfogo, quando sbaglio o quando ho piena ragione.
Se mi faccio del male, se perdo tempo, se non mi comporto bene, se penso prima di parlare.
Quando sono di corsa, quando non ho niente da fare, quando ho bisogno di un abbraccio a parole.
Per tutti i "quando", i "se" e i "mentre" che mi riguardano ... LEI c'è.
E posso essere fiera di dire che so che ci sarà ancora oggi, domani, e sempre.
Di quante persone si potrebbe dire lo stesso?
Nella vita ci sono presenze che devono essere importanti.
Vorrei che lei fosse e sarà una di queste, nella mia vita.

Ti voglio bene.
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09 febbraio 2010

I ricordi più belli sposano l'emozione ... - MIA MADRE -

Ho sempre criticato, nei miei rapporti di coppia, chi aveva la tendenza, dopo qualche tempo, a darmi troppo per scontata.
Non bisogna dare per scontato nulla. Niente e nessuno. Perchè è un pò come darsi la mazzata sui piedi da soli. Nel momento stesso in cui dai tutto per scontato, l'altro diventa imprevedibile. E' matematico. Il dare per scontato è l'inizio di un tunnel privo di uscita, nella coppia.
Dicevo, è una cosa che ho sempre criticato e nel quale ho sempre cercato di non cadere mai.
Con mia madre, invece, non ci riesco. Sono la Regina del dare per scontanto, con lei.
La sfortuna vuole che, con la propria madre, è un altro modo per dire egoismo ... ma giustificato.
Non so come spiegarmi.
Io so che lei ci sarà sempre. So che ci sarà anche quando mancherò in qualcosa, nelle attenzioni, nelle faccende di casa, nelle feste comandate, nei regali. Niente di tutto questo porterà la presenza fisica e mentale di mia madre via da me.
Mia madre è la mamma che mi sbuccia la frutta perchè sa che se non me la sbuccia lei non la mangio.
Mia madre è quella che, quando le prometto che le lenzuola del mio letto le cambio io e non lo faccio, lo fa lei senza dirlo a mio padre perchè sennò si arrabbia.
Mia madre è quella che le chiedo un favore la sera e la mattina del giorno dopo è la prima cosa a cui pensa da fare.
Mia madre è quella che saltella battendo le mani al momento del rogito della mia prima casa, ma che piangerà quando andrò via di casa.
Mia madre è quella che se le dico: "Stasera non esco, sto a casa!", per lei diventa una serata speciale.
E' un rapporto strano, quello tra madre e figlia. Fatto di due bisogni diversi: quelli di una madre che se ne priva per soddisfare gli altri bisogni, quelli del figlio, che se ne crea di continuo i quali, il più delle volte, sono del tutto superflui.
E' un rapporto strano.
Forse è proprio per questo che uno dei ricordi più belli che mi lega a mia madre è, nello stesso tempo, anche quello più brutto.
E' il ricordo di quando ho litigato pesantemente con lei.
Le avevo promesso che sarei andata con lei a Salerno dai parenti ma, dato che avevo appena iniziato una nuova storia che mi faceva stare bene, avevo deciso all'ultimo momento di ritrattare e di rimanere a casa. Dando per scontato che lei avrebbe chiuso un occhio, come sempre.
Quella volta mi sbagliavo.
Abbiamo litigato per una sera intera. Ovviamente lei aveva ragione e io fingevo di averla io.
Non abbiamo mai litigato così. Forse non abbiamo neanche mai litigato, se non per cavolate.
A fine serata ero senza parole, confusa e incredula.
Dopo il fiume di parole di quella sera, c'è stato un lago di silenzi di mia madre che è durato per quattro lunghissimi giorni.
Volevo morire.
Al quinto giorno non ce l'ho più fatta e sono caduta tra le sue braccia. E ho pianto. Ho pianto come mai avevo fatto con lei. Ho fatto cadere tutte le barriere e ho pianto la sofferenza di quei suoi silenzi di quei giorni. Ho pianto parole trasformate in lacrime, come mai avevo fatto prima. E lei le ha comprese tutte. Lacrima dopo lacrima. Parola dopo parola.
Abbiamo pianto insieme e, senza dire nient'altro, abbiamo fatto pace.
Piangere insieme in quel modo, è stato uno dei momenti più belli che ho passato con lei.
Mi hanno legato a lei più quelle lacrime comuni, che non lo stesso Dna.
Credo che mia madre sia il vero significato di quel termine, madre.
Probabilmente ce ne sono tante al mondo così come lei.
Ma permettetemi di dire che lei, per me, è la migliore.

-...continua-
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