Adoro la tua passione per i U2.
Adoro quando arrivi a casa dall'officina e mi porti sempre una margherita colta dal cortile di casa e che sai che adoro e mi dici sorridendo:
"You're my sweetest thing".
Adoro quando, seduti sul divano, davanti alla tv, mi metti la mano tra i capelli e mi appoggi la testa sul tuo braccio e sussurri:
"I'm the man come in the name of your love".
Per non parlare delle volte in cui, di domenica, quando giri in mutande per casa con i tuoi miti che suonano dallo stereo, ti metti a sculettare e a simulare una chitarra elettrica con la solita faccia da smorfia urlando al mondo:
"It's a beautiful day!".
Sei irresistibile quando, le volte in cui giro per casa nuda, mi vedi e smetti immediatamente qualsiasi cosa tu stia facendo per guardarmi mentre passo davanti a te, per sorridermi e lanciarmi un bacio cantando:
"When love comes to town, I'm gonna catch that flame". Lo stesso
flame, fiamma, che poi consumiamo travolgentemente sul divano.
E quando ascoltiamo la tua canzone preferita? Ti ricordi?
"One loooooove, one liiiiiiiife" ... Io scappo perchè so già cosa vuoi farmi fare. Eppure tu mi raggiungi velocemente e mi travolgi con le tue braccia obbligandomi a ballare abbracciati.
Lo sai quanto odio ballare ma tu, in quei momenti, mi fai amare anche quello.
Mi piaci quando fai così.
Ti amo quando ti lasci andare così tanto.
Peccato che tutto questo duri in tutto l'esatto effetto di qualche striscia di coca.
Una tirata su con il naso, poi un'altra e un'altra ancora e via ... il mio maritino si trasforma.
Diventi un
vero marito, finalmente.
Uno vero!
E non il marito colto da un attacco di astinenza che rende la mia vita un inferno.
Quel marito che quando ritorna dall'officina, invece di una margherita, mi regala uno sputo in pieno viso esigendo la cena come se fossi la sua domestica personale di casa.
Quel marito che, mentre è sul divano a guardarsi la tv, mi tira per i capelli verso di lui obbligandomi a fargli un pompino.
Lo stesso marito che prima di scoparmi, ama insultarmi e schiaffeggiarmi.
Lo stesso marito che se gli chiedo di provare a chiudersi in una clinica, mi risponde che sono io la causa dei suoi dispiaceri ... non la coca.
La coca ti rigenera, dici.
La tua coca devasta me, invece.
E io non ne posso più.
Stamattina, mentre tu eri già uscito, ho tentato di suicidarmi.
Ma mi è venuto da ridere perchè mi amo troppo, quindi me ne vado.
La valigia con le mie cose è per terra alla mia sinistra.
Nella mano destra ho il bigliettino che ti lascerò attaccato allo stereo dove son sicura che prima o poi lo troverai.
Non ho parole per te. Non più.
Ho chiesto a Bono di prestarmene alcune delle sue.
"I still haven't found what I'm looking for".
Nel momento stesso in cui ti ricorderai del
testo, capirai che ti ho lasciato.
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